Previsioni Bitcoin 2019 – 2020 – 2021

Previsioni Bitcoin

Il Bitcoin è tornato a far parlare molto di sè, in questi ultimi mesi, stavolta non in positivo. La sua quotazione, infatti, ha visto un crollo del 60% rispetto ai livelli da cui era partito nel gennaio, tanto da spingere molti analisti a preconizzarne l’imminente ridimensionamento.

Un vaticinio che smentirebbe quanto affermato da Tom Lee, una delle voci più autorevoli del settore e co-fondatore di Fundstrat Global Advisors, secondo il quale la criptovaluta attribuita a Satoshi Nakamoto dovrebbe salire addirittura a quota 91mila dollari entro marzo 2020.

Un pronostico del resto non dissimile da quello elaborato dagli analisti di Saxo Bank, che addirittura portano a 100mila dollari la possibile quotazione Bitcoin nell’arco di un decennio.
Eppure Bitcoin continua ad attrarre molti potenziali investitori, anche, anzi soprattutto in un periodo di pronunciata flessione come questo. Andiamo a vedere perché.

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Perché investire sul Bitcoin?

Chi ha acquistato un Bitcoin nel marzo del 2017 per poi rivenderlo alla fine dell’anno, ha collezionato un attivo di 18500 dollari, in quanto la sua quotazione nel periodo preso in considerazione è balzata da 1500 e 20mila dollari.

Il problema è stato tutto di chi invece ha deciso di investire in quel momento, se si pensa che oggi BTC vale meno di 4mila euro.

L’elevatissima volatilità è stata sempre una caratteristica della cryptocurrency più famosa. Se volessimo essere ancora più precisi dovremmo anzi dire che proprio le montagne russe cui assomigliano i grafici del Bitcoin rappresentano il suo punto di forza, facendone uno strumento puramente speculativo.

Proprio per limitarne gli inconvenienti, da più parti si è proposto di dare vita ad un sistema in grado di renderne più sicuro il trading e lo stoccaggio. Una idea fatta propria dalla Borsa svizzera di Zurigo (SIX), interpretata come un segnale tendente a limitare almeno in parte i rischi che continuano ad allarmare molti investitori.

Se ciò avvenisse si darebbe qualche sicurezza in più ai trader, ma allo stesso tempo non andrebbe ad intaccare il carattere speculativo di BTC. I cui vantaggi si avvertono ogni volta che arriva una notizia positiva per l’intero comparto, come ad esempio le ricorrenti voci che darebbero imprese di prima grandezza come Facebook, Starbucks e Amazon interessate a collaborazioni con le divise digitali in tema di pagamenti online.

Insomma, il consiglio dato da molti specialisti di questo particolare settore non è di evitare l’acquisto di Bitcoin, bensì di farlo scegliendo con cura il momento giusto di entrare sul mercato. Quello in atto da mesi potrebbe essere in effetti un buon momento, considerato il crollo delle quotazioni che consente di acquistare a poco e sperare in una crescita futura delle stesse.

Perché non investire su Bitcoin?

Sull’altro piatto della bilancia occorre invece mettere la netta contrarietà esplicitata più volte dal mondo finanziario tradizionale verso le divise virtuali.
Basti pensare che Jamie Dimon, attuale presidente e CEO di JP Morgan Chase, non ha avuto alcuna remora nell’affermare come la celebre cryptocurrency rappresenti una vera e propria truffa da cui sarebbe bene tenersi alla larga.

Un parere che andava peraltro a confermare quello espresso in precedenza dal responsabile mondiale della strategia quantitativa e dei derivati dello stesso istituto bancario statunitense, Marko Kolanovic. Questi addirittura si è spinto a indicare nel BTC un vero e proprio schema piramidale, da rintracciare proprio nel modo in cui vengono generati i token, ovvero attraverso il mining.

Basti pensare che secondo alcune voci mai confermate, ma ricorrenti, la persona o il gruppo di minatori che si celano dietro lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto prima di sparire avrebbe provveduto ad estrarre un quantitativo pari al 10% di quello che dovrebbe concludere il progetto (21 milioni di monete).

Occorre però ricordare come proprio JP Morgan Chase, nonostante queste dichiarazioni, abbia poi provveduto all’acquisto di Bitcoin, tanto da procurare a Jamie Dimon l’accusa di aver imbastito una vera e propria frode. Il CEO si è scusato a metà anno affermando di essersi sbagliato e che ora ritiene invece le criptovalute in grado di fare concorrenza alla finanza tradizionale. Alcuni hanno preso la vicenda come l’ennesima conferma che sia meglio rimanere alla larga da BTC, proprio per non restare bruciati da manipolazioni del mercato sempre in agguato.

Le previsioni Bitcoin 2019 -2020 – 2021

Come è facile capire da quanto detto sinora, non è facile formulare previsioni attendibili sul Bitcoin per i prossimi anni. Abbiamo già ricordato quelle avanzate da Tom Lee e Saxo Bank, cui andrebbe aggiunto quanto detto dal CEO di Galaxy Digital Capital Management, Mike Novogratz, secondo il quale entro la fine del prossimo anno il valore della criptovaluta più celebre dovrebbe tornare intorno a quota 20mila dollari.

Qual’è il motivo che spinge Novogratz, uno dei più importanti investitori in monete virtuali a sbilanciarsi in tal senso? Soprattutto il fatto che siano sempre più le istituzioni finanziarie pronte a riconoscere l’importanza non solo di Bitcoin, ma anche di altre criptovalute, almeno quelle che hanno messo in evidenza una superiorità tecnologica sul resto del comparto. Un fattore che potrebbe ridestare una febbre alquanto sopita nel corso degli ultimi mesi, spingendo molti soggetti a decidere di scommettere nuovamente su BTC.

A questo dato occorre poi aggiungere l’attesa del mondo finanziario per il possibile arrivo di un ETF (Exchange Traded Fund) sulla criptovaluta. Va detto in proposito che però la SEC ha rimandato la decisione a febbraio del nuovo anno e che per poter dare il suo benestare in tal senso sarebbero necessarie alcune condizioni in grado di rendere più trasparente il mercato delle divise virtuali e quindi meno propenso ad essere manipolato.

Inoltre, dovrebbe andare nella stessa direzione anche un altro lato della questione, ovvero quella che riguarda l’universo ICO (Initial Coin Offering), ove si sono verificate truffe clamorose tali da appannarne l’immagine.

Intanto, però, va registrata anche la previsione fatta dal Gruppo Satis, secondo il quale l’intero settore dovrebbe far registrare una avanzata del 50% nel corso del prossimo anno. Previsioni forse azzardate alla luce dei recenti crolli del mercato, ma da tenere comunque presenti.

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